Banche e sbancati (di Oeconomicus)

January 18, 2016

 

Tre notizie mi sembrano importanti sul piano finanziario.

La prima è che i nostri risparmi in banca, negli ultimi 30 giorni, sono vistosamente calati di ben 11 miliardi di euro, ritirati dai risparmiatori, preoccupati dalla situazione esistente. Dove siano finiti non è chiaro, di certo non in consumi od in investimenti. Forse sotto il mattone oppure destinati a banche on line.

È evidente, comunque, che la fiducia sta calando, nonostante le solite menate che tutto va bene, che il sistema bancario italiano è solido, anzi il più solido d’Europa, e così via. Chiacchiere da politici ignoranti o complici. Se frana la fiducia, frana tutto e dopo le quattro banche disastrate c’è poco da stare tranquilli. Tra l’altro, le inchieste in corso della magistratura sembrano profilare gravi responsabilità da parte degli amministratori che, non a caso, starebbero facendo sparire i loro patrimoni per non dover pagare di tasca propria gli errori da loro commessi.

Sparito il malloppo, defraudati i risparmiatori, chi pagherà, poco e male, sarà lo Stato e, cioè, tutti noi.

Che il sistema bancario sia in crisi lo dimostra la seconda notizia, che s’accoppia alla prima. Nel feudo senese masson-sinistro-cattolico (una bell’ammucchiata, non c’è che dire), il Monte dei Paschi (o dei Fiaschi) di Siena continua ad annaspare, succhiando denaro e perdendo liquidità.

Gli fa buona compagnia la Carige, di Genova, anch’essa in gravi difficoltà.

La BCE, l’autunno scorso, aveva inserito queste due banche nell’elenco degli “istituti a medio rischio”, considerando gli importanti aumenti di capitale effettuati da Siena, per circa 3 miliardi e, da Genova, per 850 milioni .I soci avevano acquistato le azioni al prezzo di € 1,17 per azione.

Le ultime vicende di borsa hanno segnato un nuovo tracollo, falciando il 50% del valore di queste azioni, rispetto al gennaio 2015. Oggi, infatti, le azioni di queste due banche valgono, per il Monte, solo € 0,925 e, per la Carige, solo € 0,89 con perdite, rispettivamente, dell’11,2% e del 13,6%.La sfiducia degli investitori e la conseguente fragilità del sistema sono evidenti.

Per salvare il salvabile lo Stato ha già speso miliardi per il Monte dei Paschi, senza alcun costrutto, se questi sono i risultati. Quella che doveva essere la banca del PD ed il gioiello di famiglia del granducato toscano rosso-massone, ma con un vescovo nella Fondazione, in realtà, sta diventando un disastro finanziario di prima grandezza.

La terza notizia, invece, viene dalla Bank of Scotland.

Pochi lo sanno, ma la Scozia, in vena d’indipendenza dal Regno Unito, ha una sua Banca centrale che stampa sterline scozzesi che si scambiano alla pari con quelle inglesi, ma che possono circolare solo in Scozia. La Bank of Scotland ha reso nota, ieri, una sua valutazione sulla situazione finanziaria del 2016, che definisce disastrosa, paventando una nuova e più grave crisi internazionale rispetto alla quale quella che stiamo ancora vivendo sarebbe ben poca cosa. Tutti gli indicatori economici stanno paventando una situazione ben difficile per il prossimo futuro.

Ciò detto, parlare di stabilità del sistema bancario in genere ed, in particolare, per l’Italia, è perlomeno eccessivo. I sistemi di controllo esistenti non si sono rivelati così efficienti come si pensava. Il governo non parla o parla troppo (dicendo nulla), perché la questione è delicata e nessuno ha voglia di fare una riforma seria del sistema. Troppi interessi e troppe collusioni impediscono di fare chiarezza. Ma il problema esiste.

Ricordo che la Lehman Brothers, stimata dalle compagnie di rating (ma chi le paga?), qualche mese prima, a quattro stelle, con ben 26.000 dipendenti, è crollata  miseramente con un debito di 613 miliardi di dollari, nel 2008, il più grande fallimento bancario della storia, che ha determinato l’avvio della crisi finanziaria mondiale.

Richard Fuld, l'amministratore della banca, aveva da tempo presentato dei falsi bilanci e negli ultimi dieci anni aveva versato 300. 000 dollari a deputati e senatori del Congresso americano per corromperli. Ora è sotto inchiesta assieme ad altri membri del Congresso. Ma, si sa, in America, alla fine, vanno in galera anche gli evasori. Da noi è diverso, siamo più civili.

Da allora tutto è diventato diverso con soluzioni d’emergenza difficili e pericolose, pur di evitare il crollo dell’intero sistema mondiale.

L’usbergo della BCE servirebbe a molto poco, nonostante la buona volontà di Draghi, se effettivamente dovessero avverarsi le pessimistiche previsioni della Bank of Scotland, tanto più in Italia, dove tutto è intricato e difficile per le connessioni perverse tra risparmio, investimenti, speculazioni e compiacenze politiche e mafiose.

 

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